Mater disponibile a cremare la salma di Gigi Proietti

A lui gli occhi, please! L’attesa per il grande attore, scomparso il 2 novembre, nel giorno del suo 80esimo compleanno, si sta allungando a causa, da quanto si apprende, del caos nei cimiteri romani. In particolare, in quello di Flaminio Prima Porta, dove è scoppiata l’emergenza per le cremazioni dopo l’aumento di decessi negli ultimi mesi, dovute anche al Coronavirus.

Le camere mortuarie sono piene e centinaia di salme attendono di essere cremate, dopo esser state spostate al Verano, e pure quella di Proietti è stata messa in fila.

Emilio Liquori, amministratore del tempio di Castel Volturno, attraverso gli organi di stampa, ha lanciato un appello alle istituzioni capitoline e alla famiglia, dichiarando la disponibilità a eseguire il rito della cremazione. L’appello è stato ripreso dall'Ansa e da diverse testate nazionali (come Sky, Il Messaggero, Il Mattino) e locali. Il Mater è disposto a onorare l’impegno e, nel caso, devolverà il costo della cremazione al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (FPLS). Se in un Paese civile è appena tollerabile restare in fila da vivi, dovrebbe essere inaccettabile restare in fila da morti. Absit iniuria verbis! Questo vale per tutti, a maggior ragione per un uomo che ha donato così tanto alla cultura e allo spettacolo.  

Proietti riposerà al cimitero inglese di Roma, nel quartiere Testaccio, che si trova accanto alla Piramide; è un cimitero che già accoglie personaggi celebri, italiani e stranieri, come Antonio Gramsci, Carlo Emilio Gadda, John Keats, Percy Bysshe Shelley. È lì che Gigi aveva espresso il desiderio di restare, dopo l’addio alla vita terrena.

Ma non all’esistenza, eterna, dell’arte.